Spettacoli o laboratori? Cos’è PEREPEPÉ: un’intervista lunghissima

Scopri Perepepe

Che cos’è PEREPEPÉ?
PEREPEPÉ è un contenitore di esperienze musicali di qualità: spettacoli, laboratori, canzoni, storie e animazioni musicali su misura.

Come è nato?
Una scuola aveva dei fondi per la musica e ha pensato di organizzare dei concerti in aula. Hanno cercato un genitore musicista che volesse occuparsene, presentando i concerti e allestendo una storia cornice. Lui, cioè io, Zio Burp, si è trovato così a suo agio che ci ha costruito su un progetto che se non gli sta proprio cambiando la vita, gli migliora tantissimo l’umore. Ogni giorno.

Bello, e poi?
Poi ho fatto le cose sul serio. Ho scelto nome, payoff e mi sono affidato a un’amica, l’illustratrice Tostoini per produrre logo e immagine coordinata.
Il payoff “Piccoli concerti per orecchie che crescono” non è cambiato di una virgola dal giorno zero, ed è esattamente la ragione per cui esistiamo. 
Tostoini mi ha aiutato a capire il focus: la musica dei grandi (o la grande musica) portata ai piccoli.

Ma quindi n questi PEREPEPÉ suoni tu, zio?
No, io invento, scrivo, presento, racconto, dirigo. Non posso fare tutto. La musica è il dato qualitativo più rilevante del progetto e deve essere dal vivo e suonata da quelli “veri”. Se ne occupano diversi musicisti, specializzati ognuno nel suo genere musicale. Ho gli archi con cui fare Mozart, il liuto arabo per la musica mediterranea, la chitarra per il blues.
Poi, va da sé che se serve che suoni anche io, non mi tiro indietro. Per esempio negli spettacoli degli Animali Cantanti suono eccome. Solo che sono vestito da Panda.
Sto cercando musicisti africani per un episodio sulla musica dell’Africa nera. E ho individuato chi studia musica indiana perché un giorno farò anche quella.

Episodi? Ma non erano spettacoli?
Sì. certo. Ogni spettacolo è un viaggio in un genere musicale. Oppure nella vita di un grande personaggio (Mozart, Alessandro Rolla. Robert Johnson). Più avanti faremo spettacoli sulla storia di un singolo strumento: per esempio il violino tra classica, jazz manouche, folk e blues.

Il jazz manouche è quello di Django? Quello di “Accordi e disaccordi” di Woody Allen?
Precisamente. Lo zingaro che aveva perso alcune dita nel rogo della sua roulotte e diventò un chitarrista straordinario. Ma ora non divagare, torna a farmi le domande dell’intervista.

Vero. Dove si fanno questi spettacoli di PEREPEPÉ? Per chi sono?
Si fanno in piccoli teatri, festival, scuole. Dovunque riusciamo ad andare e ci sono le condizioni per farli bene: cioè una richiesta, un pubblico, un luogo adatto e un compenso per i musicisti, che sono professionisti.
Il target principale sono i bimbi della scuola primaria, diciamo 5-11 anni.
Modificando un poco lo spettacolo base abbiamo fatto digerire Mozart e il Flauto Magico alle medie.
Lo spettacolo sul Blues lo abbiamo proposto più volte ai giovanissimi e ora stiamo pensando a uno spettacolo speciale per le superiori: la storia del blues in 90 minuti.
Quest’anno abbiamo 4 spettacoli a Pavia, tra ottobre e aprile. Stiamo seminando e cercando i prossimi ingaggi. Viaggiamo volentieri anche in altre città.

Ma ho visto che andate anche nelle librerie, ma ci state coi musicisti?
No. Nelle librerie faccio da solo dei laboratori sulle canzoni. È una cosa nuova che mi sono inventato proprio perché gli spettacoli grossi non ci stanno come spazi. Allora faccio “Le canzoni a tutto tondo”: prendo le canzoni degli adulti e le racconto ai bimbi. Le spiego, le suono, la cantiamo e suoniamo insieme. Ma analizziamo anche le parole, i suoni. Racconto in pratica tutte le storie dentro e dietro una canzone. E scelgo quelle che raccontano un messaggio o un valore forte. Quest’anno lavoro con Titanic di de Gregori, L’isola che non c’è di Bennato, Fiume Sand Creek di de Andrè. Mi fa sorridere che sono quelle che imparavo e cantavo a 15 anni con la chitarra in gita. Mentre gli altri limonavano, ovviamente.
La altre canzoni in catalogo sono “Lucy in the Sky with Diamonds”, Samarcanda, Geordie. E per i più piccini tutte le canzoni (di qualità) sugli animali: dal Pinguino innamorato al Cammello e il dromedario… 

Ma zio tu cosa fai nella vita? Come ti è venuta ‘sta smania ora… che non sei mica un ragazzino?
Io nella vita faccio il copywriter. Ma ho sempre suonato e inventato e scritto storie. Ho avuto la fortuna di avere due figlie e di poterle crescere stimolando la loro curiosità. Così ho imparato un sacco di cose, da loro e dai loro insegnanti di musica.

Aww quindi loro sono le tue prime fan?
Non proprio. La grande ha 15 anni ed è fan solo dei Nirvana, di Katniss Everdeen e di Harry Potter, non so più in che ordine. Tra l’altro ora che ci penso, sono mesi che non la vedo, da quando ha Netflix non esce più dalla sua stanza. Mi sopporta come ogni 15 enne sopporta il proprio padre. Con l’aggravante che io vado in giro a fare il buffone.
La piccola ha 10 anni, suona il violino ed è spesso con me ai laboratori e talvolta anche sul palcoscenico. È egocentrica ed esibizionista quanto basta e, a differenza di me, non ha paura di nulla.

Ma gli spettacoli di PEREPEPÉ su commissione come nascono?
Quello su Alessandro Rolla ci è stato chiesto dal Teatro Fraschini e dal Conservatorio di Pavia: celebravano con concerto e convegno una gloria pavese settecentesca e volevano un appuntamento per le scuole. So che non sai chi sia Rolla, ma ti ricordo che esiste Wikipedia, abbi pazienza, altrimenti qui facciamo notte.
Quello di Elba del vicino invece è nato da un bando che abbiamo vinto: siamo stati una settimana ospiti a Rio Marina per ideare uno spettacolo inedito, strettamente collegato ai luoghi che ci ospitavano. E poi l’abbiamo messo in scena in piazza.

Cosa cerca ora Perepepé?
Cerchiamo occasioni per crescere. Cerchiamo teatri o luoghi in cui portare gli spettacoli e farne nascere di nuovi. Li cerchiamo nella nostra zona (Pavia e Milano), ma ci piace molto uscire e andare lontano quando possiamo. Abbiamo contatti e amici che ci seguono e ci chiedono gli spettacoli in diverse città (Torino, Trento, Brescia, Ravenna, Bologna, Perugia). Appena ci sono le condizioni per fare bene, noi partiamo. Come all’Elba. 

E i laboratori?
I laboratori sono più agili: nel 2017 li abbiamo portati alla Feltrinelli di Pavia, alla Biblioteca di San Martino Siccomario, oltre alla Libreria Corteccia di Milano che per prima ci ha ospitati e ci ha aiutato a crescere.
Abbiamo richieste e contatti con Trento e Torino. Capitano cose belle del tipo che ci chiamano per l’inaugurazione di una nuova libreria per ragazzi a Varese.

Hai ancora 30 secondi per dire cosa è “Ci vuole orecchio”.
È una piccola rubrica a cura di Perepepé che esce al sabato su Zero14, l’inserto Ragazzi della Gazzetta di Modena. È un colonnino di stimoli musicali per orecchie che crescono. Quanti secondi avanzano?

Finiti. Bravo Zio, viva Perepepé!
Grazie, evviva!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *